Dal 1973 con passione e professionalità

Una storia imprenditoriale che, come tutte le storie che si rispettino, non poteva che iniziare con la costruzione della prima casa, un matrimonio, la costituzione – con il supporto di Bruno – della prima società e, naturalmente, con la nascita di un figlio. Sì, tutto nello stesso anno, esattamente 35 anni fa e cioè nel 1973.
Un bel periodo per decidere di mettersi in proprio, se non fosse principalmente ricordato come l'anno delle targhe alterne dovute alla crisi petrolifera, l'inizio della recessione economica con un'inflazione che salì dal 2% al 14% e i tassi di interesse che andarono dal 4,75% al 13%. L'indice che misura il costo della vita ebbe un incremento di oltre il 24% rispetto all'anno precedente, mentre il potere d'acquisto della moneta – in termini di prezzi – fece registrare una perdita di oltre un quarto del suo valore. Insomma, un periodo in cui i costi aumentano, la moneta si svaluta e l'unico modo per superare la crisi e fare business è, come diceva l'attrice Sally Field a Tom Hanks nel film Forrest Gump: run! run! run!.

È proprio in questi momenti che vengono coniati i detti, più o meno popolari, che più di tante parole riescono a comunicare un concetto, come per esempio: "quando il gioco si fa duro…", oppure, altro che "chiacchiere e distintivo". Con un inizio del genere, da un lato il successo non poteva che essere garantito; dall'altro, è emersa da subito l'attitudine di Simonetta e Antonio - e di tutti i soci con cui hanno fatto impresa in questi primi 35 anni - al sacrificio e al lavoro.

Naturalmente le capacità dimostrate, sin dall'inizio, sono da "Manuale del Grande Imprenditore" e di assoluta modernità; quelle più evidenti sono: l'indiscussa competenza tecnica; le capacità gestionali, manageriali e commerciali; la forte propensione al rischio "controllato"; la capacità di vedere lontano e di anticipare le mosse, per non parlare del famoso lato "B".
Il bilancio del primo quadriennio, considerate le condizioni del sistema economico, si chiude con soddisfazione personale e professionale; anche in questo caso i numeri possono spiegare molto di più delle parole. Dal '73 al '76 Antonio Zucchetti & Vecchi Tarcisio, con Simonetta in regia, costruiscono oltre 9.500 mc, per una superficie coperta di 1.700 mq.
Con la realizzazione del Quartierino nel '76, si assiste alla prima fusione tra strutture complesse e introduzione del verde come elemento di qualità architettonica; alla mano di Sandro non sfugge nessun particolare. Ma è il 1977 l'anno in cui si "cambia marcia".
Infatti, oltre ad essere l'anno in cui la performance imprenditoriale è da guinness, la parola d'ordine è: "lascia o raddoppia". I confini di Osio Sotto sono ormai troppo stretti e con la realizzazione del complesso residenziale e commerciale Arcene 1 vengono costruite otto palazzine per un volume di 21.000 mc ed una superficie coperta di 3.900 mq. Naturalmente il '77 porta con sé un pesce d'aprile: nasce Mauro.

Il connubio tra famiglia e impresa diviene l'elemento portante che permette di fondere quei valori etici e di serietà, tanto da caratterizzare e contraddistinguere, senza più poter scindere, la vita personale da quella professionale. Come dire, in assenza di tempo libero la famiglia si riunisce la domenica in cantiere. L'entusiasmo, la complicità e il lavoro di squadra, la ricerca del successo – nel rispetto delle regole – e l'intraprendenza, l'impegno e l'umiltà, divengono gli ingredienti che, nel lavoro e nella vita, rafforzano la spina dorsale e consentono di camminare a testa alta senza mai abbassare lo sguardo con gli "alleati" e gli "avversari".
Se la fiducia e la stima sembrano essere le variabili che facilitano la costruzione di relazioni, il vero collante della filiera – di professionisti, fornitori e tra gli stessi "uomini" in cantiere – è senza ombra di dubbio l'amicizia. Quotidiani rapporti commerciali evolvono, cambiano forma e natura, verso la sfera del lavoro di squadra; siamo negli anni, tra il '77 e l'82, in cui muta il senso di appartenenza e di orgoglio, non solo verso il proprio mestiere ma soprattutto nell'affermare "con chi" e "per chi" si lavora. L'autorevolezza e la leadership, conquistate sul campo, consentono ad Antonio di motivare e responsabilizzare ogni parte della filiera e di costruire contemporaneamente in più località.

Con il passare del tempo il network si rafforza ed estende le sue radici verso nuove aree strategiche d'affari, tanto che la maturità imprenditoriale arriva ancor prima di compiere i 10 anni di attività e segna il passaggio dal saper fare al saper essere imprenditore. Una maturità che permette sia di incrementare il volume d'affari, sia di diversificare l'attività imprenditoriale dal settore delle costruzioni a quello del movimento terra, fino alla realizzazione e gestione di discariche per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani e speciali.
Un'avventura imprenditoriale che nasce con la Scavi SAP e si sviluppa con la stessa intensità, cosi come si consolida il rapporto di amicizia fraterna con il presidente Vittorio. Sono anni estremamente complessi e fitti di avvenimenti, dove alcuni accadimenti minano l'entusiasmo e la voglia di concretizzare il sogno della vita. Per molti i primi anni '80 sono particolari, tanto che gli esperti di comunicazione li definirebbero di ancoraggio, il meccanismo mediante il quale è possibile associare ad un determinato periodo temporale un preciso stato d'animo.

Sono gli anni in cui viene costruito il Quartiere San Donato – oltre 19.000 mc – e un inverno ci regala oltre un metro di neve, ma sono anche gli anni che ricordiamo come la prima volta in cui abbiamo visto i nostri genitori piangere per la scomparsa dell'AMICO Davide.
Ricordare quel momento consente di comprendere ancora di più ciò che accade dal 1983 al 1989. L'attività edile e il movimento terra permettono di conquistare traguardi importati e di regalare ai fautori dell'impresa soddisfazioni indimenticabili. La realizzazione della Cooperativa Mimosa, del Centro Commerciale, della Banca Agricola Milanese, dell'Halley 1-2 e 3, della filiale logistica a Bergamo del Corriere per l'Italia Domenichelli e oggi Bartolini – Corriere Espresso, della prima discarica "controllata" d'Italia di rifiuti solidi urbani; insomma, sono anni che segnano sia un nuovo modo di interpretare il binomio qualità residenziale e sicurezza ambientale, sia lo sviluppo economico di un territorio.

Tutto questo, naturalmente, è il frutto di duri sacrifici, di uno "spirito di ferro" e soprattutto della capacità e della sfacciata fortuna di Simonetta e Antonio di incrociare sul loro cammino persone capaci ed oneste. Siamo sicuri che la storia di questi primi 35 anni sarebbe stata molto diversa e forse tutto questo non sarebbe stato possibile senza l'amico e consigliere, ancor prima che avvocato, Sergio; ringraziarlo solo per la sua competenza e lucidità nell'affrontare i problemi e trovare le soluzioni non è sufficiente. Sergio è per tutta la nostra famiglia, soprattutto per la sua disponibilità e correttezza, un riferimento insostituibile e vi possiamo assicurare che stringergli la mano è sempre un onore. Tutti gli anni Novanta sono caratterizzati dalle attività sia di scavi e movimento terra, sia di preparazione, gestione e completamento, con messa in sicurezza e ripristino a verde, delle discariche di Osio, poi Madone e, ancora, Osio Sotto per la discarica di rifiuti speciali. Nel contempo, l'attività edile è impegnata su due fronti; da un lato nel fornire assistenza nelle fasi di avanzamento dei lavori delle discariche, dall'altro nella realizzazione, nel '96, dell'Halley 4 e nel 2001 del complesso residenziale I Giardini.

I numeri sono di tutto rispetto; complessivamente vengono movimentati - tra ghiaia, terra e argilla - oltre 900.000 mc e compattati circa 1.400.000 tonnellate di rifiuti; mentre dal punto di vista immobiliare vengono realizzati oltre 6.800 mc per una superficie coperta complessiva di oltre 2.500 mq. Gli anni più recenti sono, invece, caratterizzati dall'opportunità, colta al volo, degli Zucchetti Boys di intraprendere e seguire – per fortuna ancora accompagnati – il mestiere dei genitori. Il piano di lottizzazione di via Verdellino diventa il banco di prova per passare dall'integrazione familiare a quella imprenditoriale. Infatti, dal 2005 al 2007, con la realizzazione delle ville Gaia, Dream Residence e Le Rose, il gruppo realizza oltre 8.500 mc. Il ruolo strategico ed operativo di Simonetta è stato determinante nel raggiungere il risultato.

Infatti, contemporaneamente tiene e fa quadrare i conti delle aziende costituite nel tempo e, soprattutto, cresce due figli e sopporta tutta la famiglia. Il successo dell'integrazione tra le diverse tipologie abitative impiegate è stato garantito sia dal patrimonio di esperienza accumulato negli anni, sia dall'abilità e capacità di Sandro e del super architetto Sergio di saper interpretare e riuscire a dare forma alle diverse aspettative ed esigenze architettoniche.

Risultato raggiunto - dopo 35 anni di attività viene costruito un ponte - attraverso la Old & New, tra passato e futuro, dove il vero patrimonio è costituito dall'insieme di tutti quei "sani" e preziosi valori che hanno caratterizzato questi primi 35 anni.